Teri Gender Bender – Le Butcherettes

Non ci si ammoscia neanche con 42 gradi e umidità all’86%, quindi vai con la passera!

Leggi “Le Butcherettes” e ti vengono subito in mente quelle girl-band tutte coreografie e vestiti a pois assolutamente inadatte alla gogna sbrodolona. Ma qui di donna nel gruppo ce n’è solo una, è strabonissima e spesso e volentieri veste abiti macchiati di sangue, naturalmente per alludere all’attività overstage di stracciacappelle isterica. (eccola dopo una scorpacciata)

Come tante sue colleghe infoiate, Teri Gender Bender ama suonare in gruppi diversi, probabilmente per assaporare e catalogare le tante tipologie di smegma, più che per un’urgenza di raccontare.

L’esperienza con The Dream Rockers ha portato anche un videoclip sul quale mi sto consumando cazzo e mani da giorni. Il tizio che la malmena è Adanowsky, all’anagrafe Adan Jodorowsky, inutile che vi dica chi è il babbo.

Già me lo vedo Alejandro nascosto dietro a una tenda che sussurra al figlio durante le riprese: “Figliolo lasciala a me, farò di lei una donna-tronco.”

Diva Dompe (indie passere live report)

C’è poco da fare: tutto quello che ha avuto a che fare con le pocahaunted si impregna di magica energia troieggiante indiana.

Anche Diva Pompe ha  suonato con le nostre arraffa-organic-cappelle preferite, rimanendo irrimediabilmente invischiata in un giro di incensi gusto cazzo, verdure crude a forma di glande e ostilità all’epilazione.

Siccome a raccontare quanto fosse lurida non ci si credeva, abbiamo fatto un live report (indie passere live report).

Qua si vede l’amica con cui girava (più bona e possibilmente più porca) che come vedete non ha fatto altro che schiaffeggiarsi la fregna e mimare il gesto del bocchino per tutto il tempo.

Poi lei si cambiava diversi vestiti per rappresentare un personaggio diverso ad ogni canzone. Da quanto ho capito voleva fare una specie di panoramica sui diversi tipi di troie che ci sono al mondo. Come potete notare era sempre molto attenta a mostrarci il culo sfatto ad ogni cambio.


Qui si vede meglio il culo a forma di pannolino e la sua voglia di pecore.

Poi aveva dei peli sotto le ascelle impressionanti, un po’ perché adesso in california va così, un po’ per suggerire l’immagine di una donna con tre fiche.

All’ultima canzone lei e l’altra abbracciano e accarezzano i membri del pubblico, e l’altra balla pure un momento con me (so che non ci credete, ma ho dei testimoni, e se non credete nemmeno a loro vi mando le mie mutande ancora belle luccicanti da quel giorno).

Alla fine del live (indie passere live report) abbiamo le palle dure come calcoli biliari.

Se ne volete ancora c’è uno che gli ha dedicato un tumblr.

Yo-Landi Vi$$er – Die Antwoord

qui con la patata rasata di merda

Come il cazzo nell’immondizia ragazzi, come il cazzo nell’immondizia.

Yolandi visser è una ratto-passera amante della compagnia di deformità assortite sudafricane che devono rispondere a due soli requisiti:

1) pura estrazione white trash;

2) avere meno di cinque denti.

Evidentemente lo scolo del bidone della spazzatura deve avere virtù tonificanti perché il suo corpicino fotti-barboni è duro come i pugni che si merita (e che di sicuro gli vengono somministrati con diligenza dagli spacciatori di crack di cui va ghiotta).

C’è poi questa usanza (probabilmente è una tradizione boera) che mentre gli altri cantano, lei si deve smanovrare tette e figa, mostrando il culo appena può. ecco come:

Sotto un altro video c’è uno che scrive (traduco io): <questa ragazza è brutta come il peccato, ma in uno strano modo tipo “voglio fottergli la merda fuori di lei per sempre”>.

Anna Calvi

Forse cercavi: anna cazzi

Marnie Stern

Marnie Stern ha due importanti passioni: il tapping e i capezzoli.

Di sicuro la prima è una conseguenza della seconda.

Inoltre il suo aspetto da americana biondona gioiosa (esperta fluffer di mille american gladiators) che definitely loves un buon barbecue e del healthy making out in the van, è tutta energia per il mio hot dog.

Me l’immagino proprio che si avvicina con le pocce ballonzolanti sbraintando “Hey! what’s up guys? Chi mi sborra dentro il mais?”

tutte e tre – Au Revoir Simone

Dopo più di un anno di permanenza nella cartella “Bozze” (giuro che è presente anche in altri blog) mi è risalita la tega per le Au Revoir Simone perchè ho visto il video nuovo che comincia con un simil-Windows Paint.

Ma la vera presa bene è cominciata quando ho scoperto il minisito interattivo dove finalmente si può dare sfogo alla fantasia. Basta distanze, basta tastieroni ingombranti che occultano cosce, le Au Revoir Simone sono qui per giocare con noi, per fa gode il cazzo.

Con pochi click si aprono davvero mondi fantastici:

prigioniere del gufo nel castello di sborra

sedotte da Aleister Crowley

Annie costretta a un parto di fortuna

Eva Saelens – Inca Ore

Questa si scrive da sola.