Wiki Licks ( indie passere speciale culture partecipative )

e ora ragazzi una troia free sharing!

non si sa il nome e nemmeno se suona in un gruppo, ma è molto probabile che lo faccia perché se ha fatto 18000 correzioni come dice lei nel banner, vuoi che non la meni con un progettino casio-pop dove suona il cembalo e canta-parlando cose  tipo “mi piace la scienza perché almeno so cosa mangio” ?

quello che so di sicuro è che gli farei un pizzetto di peli pubici a forza di strofinargli la minchia contro il piercing.

poi pensando che avrà contribuito alle voci più scandalose di wikipedia è un attimo che il mio cacchio si rizza alla velocità delle rivoluzioni su twitter.

vuoi che non sia stata lei a scrivere le indimenticabili pagine su l’autofellatio, il gokkun, la collana di perle e  il solco intermammario? vuoi che queste immagini non le abbia ricalcate lei sulla base di sue foto vere? vuoi che non sia stata lei a stilare la portentosa lista di come si dice la spagnoletta in tutte le lingue del mondo, andando in giro per il globo a distribuirne in puro stile copy left per poi chiedere “come la chiami questa cosa che ti ho fatto nella tua lingua? mi serve per un progetto colletivo”?

Susanne Oberbeck – No Bra

La proposta di susanne oberbeck è talmente radicale, che solo le menti più acute della nostra società come niki belucci e silvia rocca riescono a stargli dietro: suonare con le tette all’aria (anche se sarebbe meglio dire a terra).

A questo punto su questa qua non c’è veramente nient’altro da dire, apparte che no bra vuol dire no-reggiseno e che se qualcuno si vuole lamentare perchè soffre di snobbismo della bega, lo rimandiamo alla nostra posizione espressa in questo post.

Liz Phair

Negli anni novanta liz phair era famosa per le sue foto da porca e per i suoi testi tipo “ti succhio la minchia e poi scappo in moto” o “scopami veloce che dopo viene un altro” o “sono una cagna blem blem blem sono una cagna blem blem” o “salto sul cazzo di mick jagger, che ti credi? salto sul cazzo di mick jagger e non mi innamoro” .

Poi si è calmata, ha messo su famiglia, le rughe, le foto con il vestito lungo e ha fatto pure un rap,  ma rimane comunque sulla cresta dell’onda.

Vivian Girls aggiornamento porcheria cazzotti.

Letteralmente, non si sa più dove sborrare!

Le Vivian Girls hanno fatto fuori la botola con gli occhiali e l’hanno rimpiazzata con una troia del loro calibro, che si distingue da subito nel nuovo video per i suoi piedi luridi (lo sapevate che in francese batterista si dice “le batteur”?).

Sempre nel video spicca una palese dichiarazione di intenti per le Vivian Girls a venire: basta stranezze, basta ragazze storte, basta vestiti strani, svolta GIRLY per le Vivian, che tornano al suono anni sessanta, ovvero quello delle loro nonne, ovvero quello delle padelle.

Noi di tanta prostrazione davanti alla stecca non possiamo che esserne felici, ma la vera notizia è che Kickball Kat..BAAAAM

nel senso che lei BAAAAAAM

io non so più cosa dire se non BAAAAAAAM

Ma costituire un pessimo esempio per delle povere bambine non gli basta, perchè ora ha pure un suo progetto parallelo che si chiama La Sega, istituito per aumentare del 100% le possibilità di vederla porcheggiare.

Teri Gender Bender – Le Butcherettes

Non ci si ammoscia neanche con 42 gradi e umidità all’86%, quindi vai con la passera!

Leggi “Le Butcherettes” e ti vengono subito in mente quelle girl-band tutte coreografie e vestiti a pois assolutamente inadatte alla gogna sbrodolona. Ma qui di donna nel gruppo ce n’è solo una, è strabonissima e spesso e volentieri veste abiti macchiati di sangue, naturalmente per alludere all’attività overstage di stracciacappelle isterica. (eccola dopo una scorpacciata)

Come tante sue colleghe infoiate, Teri Gender Bender ama suonare in gruppi diversi, probabilmente per assaporare e catalogare le tante tipologie di smegma, più che per un’urgenza di raccontare.

L’esperienza con The Dream Rockers ha portato anche un videoclip sul quale mi sto consumando cazzo e mani da giorni. Il tizio che la malmena è Adanowsky, all’anagrafe Adan Jodorowsky, inutile che vi dica chi è il babbo.

Già me lo vedo Alejandro nascosto dietro a una tenda che sussurra al figlio durante le riprese: “Figliolo lasciala a me, farò di lei una donna-tronco.”

Diva Dompe (indie passere live report)

C’è poco da fare: tutto quello che ha avuto a che fare con le pocahaunted si impregna di magica energia troieggiante indiana.

Anche Diva Pompe ha  suonato con le nostre arraffa-organic-cappelle preferite, rimanendo irrimediabilmente invischiata in un giro di incensi gusto cazzo, verdure crude a forma di glande e ostilità all’epilazione.

Siccome a raccontare quanto fosse lurida non ci si credeva, abbiamo fatto un live report (indie passere live report).

Qua si vede l’amica con cui girava (più bona e possibilmente più porca) che come vedete non ha fatto altro che schiaffeggiarsi la fregna e mimare il gesto del bocchino per tutto il tempo.

Poi lei si cambiava diversi vestiti per rappresentare un personaggio diverso ad ogni canzone. Da quanto ho capito voleva fare una specie di panoramica sui diversi tipi di troie che ci sono al mondo. Come potete notare era sempre molto attenta a mostrarci il culo sfatto ad ogni cambio.


Qui si vede meglio il culo a forma di pannolino e la sua voglia di pecore.

Poi aveva dei peli sotto le ascelle impressionanti, un po’ perché adesso in california va così, un po’ per suggerire l’immagine di una donna con tre fiche.

All’ultima canzone lei e l’altra abbracciano e accarezzano i membri del pubblico, e l’altra balla pure un momento con me (so che non ci credete, ma ho dei testimoni, e se non credete nemmeno a loro vi mando le mie mutande ancora belle luccicanti da quel giorno).

Alla fine del live (indie passere live report) abbiamo le palle dure come calcoli biliari.

Se ne volete ancora c’è uno che gli ha dedicato un tumblr.

Anna Calvi

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